Pubblicato da: makemerospo | 29 novembre 2007

Parole, parole, parole

Il Giornale, nonostante da quando non ci sia più Montanelli sia diventato un noioso bollettino di partito, rimane sempre il quotidiano con la miglior terza pagina del territorio nazionale.
Oggi compaiono tre interessanti articoli che hanno come argomento la parola.
Il secondo parla di toponomastica e commercio, affrontando il tema interessante del legame tra nomi e soldi prendendo spunto dall’ultimo libro di Colson Whitehead, mentre il terzo analizza l’utilizzo della parola nelle avanguardie artistiche del Novecento, partendo – guarda caso – dall’interessantissima mostra ‘La parola nell’arte’ in scena al Mart di Rovereto, centro di riferimento per il Futurismo e appunto le avanguardie.
Discorso diverso per il primo articolo, firmato genericamente dalla redazione, in cui si critica abbastanza meticolosamente ciò che compare negli altri due articoli, passando per il mio amato McLuhan. Non certo perchè ha toccato i futuristi o McLuhan, ma perchè semplifica pericolosamente tecniche e teorie frutto di menti geniali, oltre che ampiamente verificate e considerate fondamentali per l’arte e la comunicazione.
Se è una ‘bella scoperta’ aver elaborato teorie sul villaggio globale, aver analizzato così bene i mezzi di comunicazione, o aver inventato il futurismo, perchè non ci hanno pensato loro?


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